Anche in Italia iniziano ad emergere imprese a gestione flessibile e orizzontale

Teyfik Sahin in a classroom
Source: Gefangene helfen Jugendlichen
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“Lavoravo e questa cosa dell'orario, del cartellino, della sirena che suona, mi ha sempre dato fastidio, è qualcosa che ti limita, sono catene. Quando ho fatto il mio percorso ho voluto farlo diverso”

Anche le piccole e medie imprese italiane, storicamente e culturalmente leader nell’innovazione e nell’eccellenza, stanno adottando approcci organizzativi più flessibili e orizzontali.

"Non c'è stato un calcolo, è stato casuale: è partito tutto da lì, da quel fastidio. Se lavori libero, lavori meglio e dai di più. E si lavora più in team, gli obiettivi sono di tutti"

La citazione è di Tullio Tramontana, CEO e fondatore di Graphistudio, impresa della provincia di Pordenone che confeziona album fotografici per i matrimoni. Questa testimonianza ci arriva da questo interessantissimo articolo di Repubblica (V. Avon), "L'azienda che ha abolito gli orari di lavoro: il successo con l'auto-organizzazione dei dipendenti".

Si tratta di una storia davvero peculiare, perché in questo caso si parla di gestione flessibile nel settore manifatturiero e su oltre 200 dipendenti. E l’azienda, anche come risultato di questo modello organizzativo, è leader nel suo settore e vanta dipendenti felici, produttivi e liberi di gestire il proprio tempo.

 

I modelli di gestione orizzontali

I modelli organizzativi flessibili e orizzontali si stanno diffondendo da tempo ma ancora faticano ad imporsi a livello sistemico, nonostante sembri che funzionino meglio, soprattutto nei settori ad alto contenuto di innovazione, sociale o tecnologica. Si tratta di modelli dove scompare o si riduce la tradizionale struttura verticistica, non ci sono più capi e gli impiegati hanno piena responsabilità e autonomia. Questi modelli vanno da estremi come l’Olocrazia (Holacracy), o la Workplace Democracy alle prime aperture dei modelli organizzativi verso il lavoro da remoto e per obiettivi.

Ashoka sta lavorando da anni per portare questi nuovi modelli all’interno delle organizzazioni di ogni settore, per facilitare al co-creazione di soluzioni condivise ai problemi sociali creando al contempo valore commerciale ed economico.

 

La visione di Ashoka per le organizzazioni: l'approccio Team of Teams

Nel corso degli ultimi decenni, Ashoka ha sviluppato competenze utili a guidare le aziende a impegnarsi per un cambiamento sociale, lavorando con gli imprenditori sociali e i partner strategici per progettare modelli ibridi, efficaci per la crescita del business e dell'impatto sociale. 

Grazie a questo lavoro, abbiamo fatto nostre le caratteristiche che permettono ai diversi attori partecipanti ai processi decisionali di guidare insieme il cambiamento:

  • Una visione del mondo che riconosca la capacità innata di chiunque ad agire per il cambiamento sociale
  • La comprensione trasversale degli ecosistemi
  • Un nuovo modello di leadership collaborativa
  • Modelli organizzativi fluidi, aperti e trasversali, che favoriscano l’innovazione e il cambiamento

Vogliamo fare in modo che ogni leader e ogni organizzazione abbiano gli strumenti e il potere per mettere in atto il cambiamento. Per questo abbiamo elaborato quattro principi di progettazione, frutto di una sintesi di una serie di attività di cambiamento su larga scala nelle aree profit e Onlus. Essi includono:

  • Partecipazione inter-funzionale / inter-gerarchica
  • Ruoli e responsabilità fluidi e diffusi
  • Ognuno ha il potere di guidare
  • Condividere una visione comune al di là di successo di ogni singolo membro del team

Per ottenere una rapida e diffusione di queste nuove pratiche, stiamo lavorando sia con i consulenti aziendali sia con le scuole d’impresa. Inoltre, lavoriamo direttamente con gli individui e i team di diverse istituzioni, per aiutarli a sposare nuovi modelli organizzativi affinché diventino protagonisti del cambiamento.

Il nostro obiettivo è quello di stimolare una crescita esponenziale sia nel numero di imprese e organizzazioni che si aggregano per co-creare sistemi di valore ibridi, sia nella portata dell’impatto sociale.

 

Conosci qualche altra organizzazione che sta adottando questi modelli? Segnalacela su [email protected] e parliamone insieme!