Storia edita da un curatore
Per cambiare la scuola
Sorgente: DEA

Per cambiare la scuola, bisogna ragionare in una prospettiva sistemica

This article originally appeared on De Agostini Scuola

Nel corso del “Secolo breve”, per usare una nota espressione dello storico britannico Eric Hobsbawm, potenti paradigmi teorici funzionavano come meccanismi interpretativi dei differenti aspetti della società, dell’economia e della cultura. Spesso mossi da principi teleologici, questi modelli totalizzanti hanno progressivamente smarrito la capacità di spiegare il mondo, cercando di offrire semplificazione laddove, invece, si ritrova maggiore complessità.

Il mondo contemporaneo sfugge alle riduzioni, contraddistinto da un crescente livello di volatilità nei modelli di creazione di valore, di fluidità nelle relazioni e nelle identità, di velocità negli scambi e nelle trasformazioni. In tal senso, comprendere e interpretare la realtà è divenuto un esercizio sempre più sfidante. L’effetto combinato dell’obsolescenza della strumentazione teorica con l’esponenziale tasso di cambiamenti ha determinato uno spostamento dell’attenzione dalle soluzioni ai problemi. Così, nel tempo dello shortermismo si fatica a ragionare in termini sistemici

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