L’evento di lancio del programma Hello Europe si è tenuto a Torino venerdì scorso e con esso si è avviato il percorso dei 15 selezionati che hanno saputo distinguersi per le innovazioni apportate nel campo dell’imprenditoria sociale; in una galassia eterogenea di proposte, idee e progetti sociali mirati a ribaltare i paradigmi del mondo della migrazione, Ashoka Italia ne ha selezionati 15 che hanno potuto presentare il proprio progetto e in 8 sono riusciti a passare la fase cruciale di un percorso che mira a trasformare l’innovazione sociale in una reale proposta di cambiamento che verrà presentata ai nuovi Parlamentari Europei eletti quest’anno.  
 
Dalla mappatura che ha visto coinvolte più di 100 realtà sparse in tutta Italia, sono emerse personalità eclettiche e capaci di veicolare nuove prospettive di azione e mutamento sociale come Chris Richmond N’zi, che attraverso la sua start up Mygrants ha saputo convincere la giuria dell’importanza di mappare talenti e competenze dei cittadini stranieri che vivono in Italia. Anche la realtà tutta etica e lavoro di Funky Tomato, la cui lotta contro lo sfruttamento e il caporalato nasce da una semplice bottiglia di pomodoro, è salita sul palco tra gli 8 finalisti.  
 
Altri protagonisti che hanno saputo tenere accesa l’attenzione sulle tematiche principe della giornata del 12 Aprile sono stati Mamadou Lamine Ndiaye col suo Mama Venture, Wajat Abbas che dalla sua piattaforma sociale Il Grande Colibrì presta sostegno e attenzione ai giovani omosessuali stranieri in condizioni di fragilità; Donatella Forconi che con la sua impresa Cuochi a Colori, ha raccontato della rinascita delle donne migranti attraverso l’empowerment nato dallo storytelling di piatti e sapori tipici dei  paesi di provenienza, Mara Alacqua, ideatrice di BeeMyJob che attraverso l’apicoltura forma lavoratori migranti, impiegati in un settore piuttosto vivace, Samantha Musarò di Semino che convince tutti con la sua impresa a chilometro zero, e infine Luca Iacovone che con Silent Accademy lavora al fine di valorizzare i saperi artigianali dei rifugiati presenti in Italia. 
 
 
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Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza un metodo familiare ed efficace, che Ashoka utilizza da tempo per mappare l’imprenditoria sociale: la snowball analysis, una modalità di raccolta dati per identificare efficacemente attori chiave, specialisti, nuovi operatori e realtà periferiche in un settore specifico. Il metodo è innovativo perché utilizza lo strumento delle interviste e delle nomination per allargare la rete di realtà conoscibili. In questo modo agli individui chiave individuati viene chiesto di segnalare chi ritengano sia importante e stia innovando un determinato settore. 
 
E’ emerso che l’Italia è un Paese dove l’imprenditoria sociale rivolta alla migrazione è un fenomeno abbastanza recente; che c’è una dispersione a macchia di leopardo di realtà innovative ma in scarso contatto tra di loro, e ciò che forse costituisce la nota più dolente è che non sia presente un ecosistema altamente funzionale. Ma al fianco delle problematiche, è emersa la forte volontà di collaborazione e contaminazione. Unisce infatti la certezza di poter trovare finalmente una terza via all’approccio buonista o cattivista: la via della migrazione che fa innovazione sul territorio nazionale.  
 
Questo è anche quanto apparso chiaramente dallo spoglio dei questionari distribuiti tra il pubblico alla fine della plenaria, in cui si chiedeva ai partecipanti se da eventi del genere potessero emergere delle risposte concrete a problemi legati ai vecchi paradigmi su lavoro e accoglienza. Il pubblico ha risposto in maniera sorprendentemente positiva. 
 
Di fatto il 62% dei partecipanti ha dichiarato che ci sono altissime probabilità che la loro organizzazione o loro come individui inizino a collaborare con gli imprenditori sociali conosciuti all’evento. Altri dati raccolti segnalano che l’80% ha dichiarato che dopo l’evento si sente più fiducioso che l’Italia possa affrontare con successo le sfide che comporta il fenomeno migratorio. 
Il 90% ha dichiarato di avere molta più consapevolezza riguardo alla complessità delle questioni e alle soluzioni possibili per affrontare il fenomeno migratorio. 
 
 
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Restano ancora vivide le immagini di una platea partecipante, principalmente giovane, e desiderosa di conoscere lo stato di salute dell’innovazione sociale in Italia. Grazie anche al contributo di Ashoka Fellow provenienti da diverse parti d’Europa e del mondo, l’evento, divenuto locale e internazionale, ha dato modo di riflettere collettivamente sul reale significato della piattaforma di Hello Europe, macchina organica che lavora contemporaneamente in tutta Europa, per costruire proposte politiche che abbiano un reale potenziale di cambiamento, specie in vista delle elezioni Europee. 
 
A Torino è stata offerta la possibilità di condividere buone pratiche maturate in contesti locali e nazionali. Gli otto vincitori parteciperanno ora ad un programma di mentorship e accelerazione che li guiderà verso un percorso di crescita e maggiore collaborazione. Ora il prossimo passo sarà trasformare i diversi percorsi maturati sul suolo Europeo, in quella terza via che a Torino abbiamo conosciuto, tracciato e sostenuto.  

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