I Fellow italiani di Ashoka rispondono alle ultime azioni politiche del Governo sulla vicenda della nave Aquarius e l’accoglienza dei migranti. A chi dichiara che con queste decisioni è stato “aperto un fronte di discussione per una nuova politica dell'immigrazione”, rispondiamo che spazi di discussione e ideazione di soluzioni efficaci, serie e profonde, già esistono e vanno potenziati e valorizzati, per raggiungere un cambiamento sociale reale e duraturo.

 

Rappresentiamo in Italia la più grande rete di imprenditori sociali al mondo. Operiamo sia in Italia che nei Paesi del Sud del mondo lavorando ogni giorno, attraverso le nostre innovazioni sociali, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati a livello internazionale e nazionale: sradicare la povertà, ridurre le disuguaglianze, promuovere la sostenibilità; affermare i diritti umani, la democrazia, la dignità della persona, l'uguaglianza di genere, di razza, di abilità; prevenire i conflitti e sostenere i processi di riconciliazione; educare le nuove generazioni al cambiamento e alle relazioni empatiche tra pari.

 

Crediamo che tutti debbano essere agenti del cambiamento e che l’empatia, la creatività e la collaborazione siano forze strategiche per promuoverlo. Siamo stati selezionati da Ashoka per la nostra fibra etica e per l’impatto sistemico che le nostre innovazioni sociali si pongono come obiettivo: in tutto il mondo, Fellow come noi immaginano soluzioni, creano alleanze, coinvolgono la cittadinanza, influenzano i decisori pubblici, promuovono la partecipazione di tutti gli attori di un ecosistema alla co-creazione di soluzioni sistemiche.

 

Gli ultimi eventi che hanno riguardato la vicenda della nave Aquarius ci obbligano ad assumere una posizione pubblica  ferma, chiara, univoca.

 

All’interno della nostra rete di imprenditori sociali in tutto il mondo, abbiamo soluzioni innovative e di successo che affrontano il tema in maniera efficace (si veda l’iniziativa HelloEurope). Eppure, se da un lato la società civile ha dimostrato una grande capacità di risolvere i problemi relativi alla migrazione e all'integrazione, spesso non trova lo spazio per far crescere, espandere, connettere e replicare abbastanza velocemente le soluzioni. D’altro canto, parte del mondo istituzionale ha avviato uno straordinario lavoro nel fornire quadri, infrastrutture e meccanismi di finanziamento per rendere l'Europa uno spazio effettivamente accogliente, ma non trova alleati con cui continuare a sviluppare e scalare l'attuazione di tali politiche.

 

Dietro il nostro impegno c’è la visione di un’Italia ispirata a valori democratici, fondata sullo stato di diritto, aperta alle diversità, laboratorio di confronti e scambi. La vicenda dei 629 migranti in mezzo al mare ci parla invece di un Paese confuso, che stenta a guardare al futuro, ma profondamente affamato di speranza.

 

Il problema della migrazione rappresenta oggi una sfida globale che noi vogliamo accogliere e non accantonare, perché anche al suo interno noi individuiamo la soluzione. Il migrante di oggi può essere il primo, formidabile agente di cambiamento in grado di attivare quei meccanismi di empatia a cui tutti aneliamo e a cui vogliamo educare le generazioni future. Perché questa utopia possa trasformarsi in realtà invochiamo un cambiamento di prospettiva: affrontare con coraggio la questione migratoria, analizzandone le cause più  profonde, empatizzando con le comunità coinvolte, creando alleanze trasversali, affrontando gli ostacoli e rileggendoli anche alla luce della prospettiva dell’altro, del diverso da noi.

 

In quanto donne e uomini impegnati nella difesa dei diritti umani e della giustizia sociale, riteniamo che la mobilità umana debba restare sempre un diritto fondamentale e, oggi più che mai, una ricchezza che dobbiamo custodire con intelligenza e coraggio e governare avendo come stella polare la giustizia sociale.

 

Ciascuno di noi, andando contro innumerevoli ostacoli e lavorando con passione, è riuscito a dare corpo al sogno che un giorno ha assunto come riferimento nella propria esistenza: dai migranti, alle vittime delle mafie, alle diversità di genere, alla dignità del lavoro, alle fragilità umane, tutte. Un sogno individuale ma che oggi, davanti alle vicende che stanno segnando il nostro Paese, chiediamo possa contagiarsi in un sogno collettivo.

 

Per fare ciò è importante che ogni individuo e ogni gruppo creda e lotti per un’Italia rinnovata, solidale, orgogliosa delle sue radici democratiche, capace di empatizzare con quanti, al di là della loro etnia, religione e lingua, bussano alle porte del nostro Paese. Crediamo infatti che sia per molti giunto il momento della responsabilità, di divenire agenti del cambiamento, e che l’empatia, la creatività e la collaborazione siano forze strategiche per promuoverlo insieme.

 

Non spostare il problema ma creare spazi di interlocuzione tra queste realtà: è questo ciò che siamo abituati a fare e per cui mettiamo a disposizione le nostre professionalità ed esperienze. E’ questa secondo noi l’unica via per aprire realmente “un nuovo fronte” nella promozione di soluzioni efficaci, eque, e sistemiche anche sul tema della migrazione.

 
 
Ashoka Italia,
i Fellow:

Judi Aubel,
Flaviano Bianchini,
Luciana Delle Donne,
Francesca Fedeli,
Paulo Lima,
Alfonso Molina,
Dario Riccobono,
Carlo Stasolla,
Daniel Tarozzi,
Massimo Vallati,
Eleonora Voltolina,
Riccarda Zezza,
e i membri dell'Ashoka Support Network:
Giovanni Moratti,
Nicola Pangher,
Valentina Scanziani,
Adriana Versino
David Wallach.
 

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