Fellow dal 2017

Organizzazione: Calciosociale

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Questa descrizione di Masimo Vallati e del suo lavoro è stata preparata quando Massimo è diventato Fellow nel 2017. 

Massimo sta creando un sistema di calcio inclusivo, in contrasto con l'esclusività del calcio tradizionale. Il suo obiettivo è attivare le comunità locali attraverso i bambini che giocano a calcio e le loro famiglie. L'innovazione di Massimo affronta due distinte questioni sociali: 1) l'isolamento e la mancanza di opportunità per i giovani residenti nelle periferie urbane; 2) la violenza e la discriminazione incorporate nella pratica del calcio.

Massimo vede il calcio come un mezzo potente per coinvolgere e responsabilizzare i giovani, specialmente nei paesi in cui è lo sport dominante. Ma il sistema attuale, a tutti i livelli, incarna e diffonde valori negativi come il bullismo, l'esclusione sociale e la competitività estrema ed esclusiva. Le scuole di calcio tradizionali accettano bambini fino a 13 anni. Da quel momento in poi, viene fatta una scelta feroce: solo i giocatori di talento possono continuare a giocare. Attraverso l'intera riformulazione e l'arricchimento delle regole del calcio, Massimo riesce a includere persone con diversi livelli di talento e età per contribuire al team e ad essere attivi nelle loro comunità locali.

In Europa e in America Latina, il calcio è lo sport principale per ragazzi e giovani uomini, e incarna la mascolinità. Massimo ha creato nuove regole per giocare a calcio, al fine di educare i bambini e i giovani all'inclusione: lo stato di diritto e il rispetto per la diversità. Ha iniziato la sua attività in una delle zone più povere del paese, il Corviale, alla periferia di Roma. In Corviale, l'abbandono scolastico è la norma, la disoccupazione è diffusa e l'illegalità è comune. Il calcio regolare potrebbe fornire una forma strutturata di lavoro di squadra e rispetto delle regole, ma non lascia spazio per l'inclusione dei membri più deboli della società. L'opposto, sfortunatamente, è vero. Violenza, razzismo, sessismo, omofobia ed esclusione sociale sono parti sistemiche del calcio. Massimo ridefinisce le regole del calcio per dare ai giocatori il ruolo di "custodi" (o guardiani) nei confronti dei membri più deboli della comunità locale, facendoli agire come changemakers per l'intera comunità.

L'obiettivo di Massimo è quello di motivare i giovani a diventare changemakers e ricreare lo spirito di comunità tra persone di diverse età, background sociali ed economici, che era solito vedere nel passato. Attraverso Calciosociale, Massimo fa quanto segue: a) crea una contro-narrativa contro la violenza e il gioco scorretto, b) costruisce buone abitudini in cui i giochi settimanali diventano un momento di aggregazione per la comunità e c) trasforma il campo da calcio in una piazza moderna dove tutti possono essere un attivista positivo per la comunità.

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